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Le ultime novità sulle cellule staminali e su Genico

09/01/2014
Cellule staminali utilizzate per curare il tumore al seno

Immagine: Macrofago che attacca tre cellule tumorali (Copyright © Science VU/W. J. Johnson/Visuals Unlimited/Corbis)

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Il primo grande successo dell'anno in campo medico riguarda le cellule staminali, utilizzate con efficacia per curare il tumore al seno da un gruppo di ricercatori dell'Istituto San Raffaele di Milano. I risultati sono stati pubblicati il primo gennaio sulla prestigiosa rivista internazionale Science Translational Medicine.

L'equipe italiana ha messo a punto una nuova strategia che utilizza le staminali come veicoli di un gene anti-tumorale, chiamato interferone alpha. Le cellule staminali emopoietiche così modificate, una volta infuse nel sangue del paziente, sono in grado di individuare e aggredire soltanto le cellule malate e di riprogrammare il micro-ambiente tumorale creando condizioni ostili alla crescita del tumore. “Questo - spiega Roberta Mazzieri, ricercatrice dell’IRCCS Ospedale San Raffaele, che ha coordinato lo studio insieme a Luigi Naldini, direttore dell’Istituto San Raffaele Telethon per la Terapia Genica - può avvenire grazie a molteplici meccanismi mediati dall’interferone: dall’induzione della morte delle cellule tumorali e dei vasi sanguigni del tumore, essenziali per fornire nutrimento, alla stimolazione della risposta immunitaria contro il tumore”.

Lo studio ha mostrato che la nuova tecnica consente di bloccare la crescita del tumore mammario e delle sue metastasi in modelli murini. Per verificare la sicurezza ed efficacia della terapia genica applicata alle cellule staminali umane è stato creato un topo “umanizzato” mediante il trapianto di cellule staminali ematopoietiche umane modificate per esprimere interferone e ricreando in questo modo un sistema ematopoietico umano nel topolino. Utilizzando questo modello è stato possibile dimostrare che la terapia è sicura ed efficace nell’inibire la crescita anche di un tumore umano. Ora, spiegano i ricercatori "è necessario effettuare ulteriori studi preclinici volti a valutare quali tipi di tumori possano meglio beneficiare di questa terapia genica e a preparare la sperimentazione clinica che potrebbe cominciare tra qualche anno”.


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