In Italia, al contrario di altre nazioni, vi è molto dibattito in merito all’utilità della conservazione delle cellule staminali per uso autologo. Infatti, mentre in moltissime altre nazioni lo stato consente di conservare le proprie cellule staminali e pretende dalle banche biologiche alti standard di qualità, in Italia è consentito farlo solo a livello di donazione (quindi per uso eterologo) oppure per uso familiare nel caso in cui nella famiglia sia presente una malattia trattabile fin d’ora con le cellule staminali; altrimenti bisogna ricorrere a banche che conservino le cellule su territorio straniero.
Un altro passo avanti nell’uso terapeutico delle cellule staminali per il trattamento della sclerosi multipla. Le recenti pubblicazioni che riportiamo di seguito aggiungono ulteriori tasselli in merito all’impiego delle cellule staminali nel trattamento della sclerosi multipla: al momento la fonte più utilizzata di staminali per trapianto autologo per questa patologia è quella del midollo osseo, fatto ovviamente dovuto alla mancanza di crioconservazione di cellule del cordone ombelicale negli anni passati; verosimilmente, come successo per altre patologie, questo tipo di studi aprirà le porte anche all’utilizzo di cellule staminali del cordone ombelicale. Per il momento ciò che è provato è che nel caso della sclerosi multipla, il trattamento non ha effetti sfavorevoli e, a un anno dal trattamento, non porta a peggioramento della malattia, fatto che nel caso di una patologia degenerativa come la sclerosi multipla è già da considerarsi un risultato positivo. A prova dell’importanza di questo tipo di prospettiva terapeutica, vi è la pubblicazione su un’autorevole rivista scientifica quale Nature Reviews Neurology di linee guida internazionali sull’utilizzo di cellule staminali nel trattamento di questa patologia invalidante.
RISULTATI INCORAGGIANTI ALL'UNIVERSITA' DI MONTREAL, IN CANADA STAMINALI: AL VIA SPERIMENTAZIONE PER MALATI CUORE
AGI) - Washington, 13 apr. - In futuro chi soffre di problemi alle coronarie potrebbe avere un aiuto dalle cellule staminali. L'Universita' di Montreal ha appena iniziato la sperimentazione di un metodo che prevede di iniettare staminali adulte nel cuore del paziente mentre e' sottoposto a bypass coronarico, e i primi risultati, riferisce il sito 'Sciencedaily', sono incoraggianti. Poche settimane fa il primo paziente ha ricevuto l'iniezione di cellule staminali prelevate dal suo midollo osseo e arricchite in laboratorio. Secondo il comunicato dell'ateneo' ci sono gia' miglioramenti nella capacita' di contrarre il cuore e quindi di pompare sangue.
Milano - E' imminente l'avvio di una sperimentazione terapeutica con cellule staminali ematopoietiche autologhe per curare la leucodistrofia metacromatica. L'istituto scientifico San Raffaele e la Fondazione Telethon si sono unite in collaborazione fondando nel 1995 l'Istituto San Raffaele Telethon per la Terapia Genica (HSR-TIGET) (www.fondazionesanraffaele.it). Obiettivo della fondazione è di porsi a centro di riferimento eccellente per la ricerca clinica e la sperimentazione, su modelli animali e poi sui pazienti affetti, di terapie geniche e cellulari. In precedenza il centro ha ottenuto buoni risultati con la terapia genica con cellule staminali ematopoietiche per una grave forma di immunodeficienza congenita (ADA-SCID).
ELISA FRISALDI Ai pazienti che mi chiedono quali siano le potenzialità e gli utilizzi delle cellule staminali rispondo paragonandole a un atleta promettente, che deve diventare un campione». A parlare è Adriano Chiò, direttore del «Centro regionale esperto per la Sla» del dipartimento di Neuroscienze dell'Università di Torino e collaboratore del nuovo laboratorio di «Cell Therapy» realizzato nel Molecular Biotechnology Center di Torino.